ENVISIONING THE FUTURES
Progettare e costruire per le persone e l’ambiente
La storia recente del settore delle costruzioni è caratterizzata da tre principali momenti di sviluppo: il primo, all’inizio della cosiddetta green revolution, contrassegnato da una prevalente attenzione all’ambiente alle diverse scale con la definizione delle tematiche di sostenibilità nelle loro varie sfumature (adattamento, mitigazione, protezione delle risorse, riduzione e riciclo, circolarità); il secondo rivolto a un rinnovato interesse verso la persona e i suoi bisogni anche primari (safety e security, ambienti user-centered, comfort, well-being, salute); il terzo, quello attuale, maggiormente interessato agli strumenti legati ai temi della digitalizzazione in vari ambiti, dall’acquisizione dati (sensori, IOT, scansioni 3D) all’automazione di processo (robotica, stampa 3D, droni) all’analisi e informazioni digitali (BIM a più dimensioni, realtà virtuale e aumentata, digital twins, tecnologie basate sulla IA).
Questo processo, ormai quasi quarantennale, è stato sorretto e indirizzato con la forza propulsiva di programmi europei (ai quali quelli nazionali e locali si sono nel tempo riferiti, ultimo il PNRR) che hanno tentato di costituire una base di coordinamento e di rilancio comune del settore, fra cui i recenti Green Deal, Horizon Europe e Digital Europe, il New European Bauhaus, il Recovery and Resilience Facility e InvestEU, per citare i principali.
Tuttavia, il settore delle costruzioni, che rappresenta una parte importante nell’economia del nostro paese e della UE, permane in una crisi continua dovuta in gran parte ad aspetti economici che costituiscono un ostacolo al suo sviluppo (bonus edilizi e agevolazioni fiscali temporanei, scarso investimento pubblico, poca liquidità delle imprese, povertà progressiva delle famiglie), alla difficoltà di un costante aggiornamento qualificato a livello tecnologico (anche digitale) e gestionale degli attori del processo edilizio, sia pubblici sia privati, e infine all’apparente dicotomia fra le esigenze dell’industria e quelle degli utenti difficilmente schematizzabili in logiche formalmente rigide e qualitativamente spesso mediocri, seppur economicamente vantaggiose.
Vi è quindi la necessità di mettere a sistema gli aspetti essenziali del settore delle costruzioni, secondo i tre criteri di integrazione (di persone, di edifici, di comunità), di circolarità (economica e di uso efficiente delle risorse) e di semplicità (nella pianificazione, nel progetto, nella costruzione), per immaginare non uno, ma molteplici “futuri” possibili che intercettino gli orizzonti delle nuove generazioni e che siano in grado di interpretarli con principi, processi, soluzioni, tecnologie e prodotti anche legati alla trasformazione digitale (nella nuova edificazione come per il patrimonio esistente), rivolti in maniera sinergica e integrata ai rinnovati bisogni delle persone e alla qualità dell’ambiente indoor e outdoor.